I bancomat sono presi di mira dai pirati telematici
Un uomo e una donna specialisti nella truffa telematica. Perquisita anche la loro abitazione
Alba - I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di ALBA, agli ordini del Maresciallo Paolo Cavelli, hanno concluso nella serata di sabato una brillante operazione che ha permesso di assicurare alla giustizia una coppia di conviventi, entrambi di nazionalità bulgara, che avevano manomesso uno sportello BANCOMAT posto all’esterno di una banca.
Mediante l’uso di alcuni “skimmer” ed altre sofisticate apparecchiature telematiche i due esperti “pirati informatici” avrebbero prima catturato il numero di codice segreto “PIN”, digitato dagli ignari clienti che prelevavano contanti al BANCOMAT per poi, con i preziosi dati di cui erano riusciti ad impossessarsi in modo fraudolento, alleggerirgli tranquillamente il conto corrente prelevando la maggiore somma di contanti possibile, magari facendola prelevare all’estero da loro complici.
Negli ultimi tempi si erano verificati diversi casi di clonazione o tentativi di clonazione di sportelli BANCOMAT in città: dall’inizio del 2009 ve ne sono stati già quattro.
La tecnica in questo, come nei precedenti casi accertati, è sempre la stessa: viene applicata con dell’adesivo una tastiera posticcia su quella originale dello sportello BANCOMAT esterno all’istituto di credito preso di mira al cui interno vi è un apparecchio telematico miniaturizzato detto “skimmer” che riesce a “catturare” ed immagazzinare i dati dei codici segreti “PIN” che vengono digitati sulla tastiera ogni volta che qualcuno preleva danaro o si eseguono altre transazioni bancarie con carte di credito. Una volta “catturati” i codici i malfattori smontano l’apparecchio e con i dati in loro possesso, all’insaputa degli utenti rimasti vittima del raggiro, rubano il denaro direttamente dai loro conti correnti senza il rischio di essere scoperti.
I militari hanno agito su due fronti: quello della prevenzione, mediante contatti diretti e costanti con tutti i direttori di filiale delle oltre 50 agenzie bancarie presenti in città e nei comuni immediatamente vicini affinché ad ogni situazione di sospetto informassero i Carabinieri. E quello repressivo ed investigativo, con la visione delle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso della video-sorveglianza delle banche prese di mira e, tassello dopo tassello con un lavoro meticoloso, sono riusciti a risalire all’identità dei due bulgari arrestati.
Nella serata di venerdì scorso i due manomettevano lo sportello BANCOMAT della “Banca d’Alba” sita a Ricca di Diano d’Alba, lungo la strada che porta ad Alba.
Sabato mattina però il direttore della filiale, accortosi che la tastiera del BANCOMAT stranamente si muoveva ed anche il bocchettone nel quale si inseriscono le carte di credito, ha avavertito immediatamente i militari. Sul posto i Carabinieri, giunti in borghese, hanno acquisito le riprese filmate del giorno prima riconoscendo i due sospettati che manomettevano il BANCOMAT e si sono appostati all’esterno della banca sicuri che prima o poi sarebbero tornati. La trappola è scattata dopo circa otto ore dopo, alle 18.00 della sera di sabato, quando i due bulgari, a bordo di una Toyota, si sono ripresentati per ritirare la falsa tastiera e lo “skimmer” in essa contenuto e potere quindi prelevare i soldi “a sbafo” dai conti correnti di tutti coloro che avevano prelevato soldi negli ultimi due giorni. Sono stati bloccati in flagranza di reato e finiti in manette il 34enne bulgaro BIDZHEV Ivaylo e la sua convivente 33enne ROSHALEVA Panava, entrambi incensurati abitanti a Formigliana, piccolo comune in provincia di Vercelli.
Sequestrati anche alcuni sofisticati apparecchi di informatica, carte in plastica con codici a barre, cacciaviti, cavi elettrici ed altro ancora. Le sorprese non erano però ancora finite, infatti durante la perquisizione dell’abitazione in cui vivevano i due venivano trovate e sequestrate altre carte di credito in bianco, danaro contante, numerose tastiere simili a quelle usate negli sportelli BANCOMAT, bocchette di vari colori analoghe a quelle nelle quali si inseriscono le carte di credito, numerose chiavette U.S.B., cavi per trasferimento dati dai computer, telefoni cellulari e, soprattutto, un personal-computer portatile al cui interno era installato un sofisticato programma informatico per la clonazione di carte di credito ora all’esame degli inquirenti.
Ora gli arrestati sono rinchiusi nel carcere di Alba (l’uomo) e nel carcere di Torino-Le Vallette (la donna) con l’accusa dei reati di intercettazione fraudolenta di comunicazione telematiche, installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni telematiche aggravata, continuata ed in concorso.
Com. Cap. Nicola Ricchiuti
fonte http://www.grandain.com/informazione/dettaglio.asp?id=23979
Clonazione di bancomat, arrestata una coppia bulgara
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